TAEKWONDO: I FONDAMENTALI PER I BAMBINI

Umberto ed un suo allievo
Lo sport non è solamente tecnica. Essa deve essere accompagnata da uno sviluppo equilibrato delle strutture corporee nonché degli schemi motori e delle capacità dei singoli soggetti. Proveremo oggi a chiarire alcuni concetti di base inerenti alla “preparazione atletica” dei bambini. 

INTRODUZIONE: IL MOVIMENTO UMANO


Il movimento è una delle più importanti funzioni organiche dell’uomo. I benefici che il movimento provoca sull’organismo sono molteplici e differenti nel corso di tutto lo sviluppo. Per il nostro fine oggi ci focalizzeremo sulla fase prepuberale e puberale. Durante queste fasi il movimento provoca:

1) Sviluppo dell’apparato osseo 
2) Sviluppo e potenziamento del sistema cardiaco e del muscolo cardiaco 
3) Sviluppo e miglioramento della postura e del tono muscolare 
4) Miglioramento e mantenimento della mobilità articolare 
5) Presa di coscienza della gestione del respiro 

Alcune leggi ci danno le basi dello sviluppo osseo. In particolare ricordiamo: 

a) Legge di Wolf: “Ogni stimolo fornisce un adattamento al sistema osseo” 
b) Legge di Roux: “più utilizzo il sistema, più il sistema migliora” 
c) Legge di Delpek: Se un’osso viene messo abitualmente in posizione anormale, esso crescerà in modo anormale” 
d) Legge di Arnolt-Shultze: “ogni stimolo deve provocare un adattamento funzionale in relazione ai singoli soggetti”. 

Il movimento ha una forte componente psicologica, ricordiamo che  "L’uomo attraverso il movimento, sviluppa e forma la personalità"

FORME E CLASSIFICAZIONE DI MOVIMENTO 

Il movimento ha diverse forme e classificazioni : 

1) Motricità primitiva: Quella che consente al bambino la sopravvivenza, in essa sono contenuti riflessi come la suzione del capezzolo o il riflesso di estensione del cranio 

2) Motricità riflessa: Fanno parte di questa classificazione tutte quelle risposte motorie che non sono sotto il controllo della coscienza. I Riflessi possono essere distinti in: monosinaptici o polisinaptici, propriocettivi, esterocettivi, telecettivi, esterocettivi, nocicettivi, condizionati o acquisiti.  Per quanto riguarda la motricità riflessa, il nostro organismo mette in atto delle azioni di autoprotezione muscolare. Tra di essi risulta essere fondamentale il riflesso miotatico da stiramento e il riflesso miotatico inverso. 

3) Motricità volontaria e controllata: è il tipo di motricità dove il tecnico trova la maggior parte del suo campo di applicazione. Nessun gesto motorio può comunque considerarsi appreso e il soggetto avrà sempre bisogno di microcorrezioni e di essere seguito per tutta la sua esistenza. Ciò perché durante la crescita avvengono modificazioni anche incontrollate del nostro organismo ed è il caso della crescita improvvisa durante la fase puberale o il crollo del sistema muscolare nella fase “anziana”. Questo fa si che gesti considerati appresi in precedenza, possono risultare “difettosi” e necessitano di nuovi “adattamenti” alla nuova condizione fisica. 

LE FASI SENSIBILI

Le fasi sensibili ci aiutano a capire come e quando una determinata capacità debba essere adeguatamente stimolata al fine di ottenerne nel tempo il massimo rendimento e sviluppo.




La tabella chiarisce ogni dubbio su quanto detto fino ad adesso. Risulta pertanto evidente come la programmazione non possa prescindere da queste basi teoriche in quanto la stimolazione di una datà qualità in un periodo incompatibile con la sua fase sensibile non solo non dà i risultati sperati, ma potrebbe provocare infortuni più o meno gravi.

SCHEMI MOTORI DINAMICI

CAMMINARE

E’ la forma di traslocazione più utilizzata dagli esseri umani ed è definita come quella forma di traslocazione che ci consente di procedere nello spazio attraverso una successione di appoggi degli arti inferiori senza tempo di volo. Per allenare l’abilità bisognerebbe basarsi sulle varie forme del camminare, pertanto delle esercitazioni potrebbero basarsi su:

Variare la superficie d’appoggio  >  Camminare sulle punte, sui talloni e sull’esterno del piede

Variare (dove la sala lo consente) la pendenza  > Camminare incrociando il passo frontalmente e posteriormente

Camminare all’indietro > Camminare lateralmente 

Il preparatore deve saper riconoscere gli errori più comuni e osservando dovrebbe riuscire a correggere il gesto. Tra gli errori più comuni ricordiamo:

1) Errato appoggio del piede;
2) Mancata coordinazione con gli arti superiori;

Se si osservano tali comportamenti errati bisognerebbe sensibilizzare i soggetti “educando” al corretto appoggio del piede.

CORRERE

Forma di traslocazione che ci consente di procedere nello spazio attraverso successivi appoggi degli arti inferiori con presenza del tempo di volo tra un appoggio e l’altro. La corsa non può prescindere da un’ottima capacita di orientamento spazio temporale e dal saper camminare. ”. Per allenare l’abilità bisognerebbe basarsi sulle varie forme del correre, pertanto delle esercitazioni potrebbero basarsi su:


Direzione avanti, indietro, laterale
Variazione della superficie d’appoggio
Corsa a balzi
Variando ritmo e frequenza al comando del tecnico

Il preparatore deve saper riconoscere gli errori più comuni e osservando dovrebbe riuscire a correggere il gesto. Tra gli errori più comuni ricordiamo:

1) Errato appoggio del piede;
2) Mancata coordinazione con gli arti superiori;
3) Tronco troppo flesso o troppo esteso.

Per allenare la capacità risulta essere importante l’utilizzo di circuiti:

Esempio:

                                      

Corsa frontale da azzurro ad arancione, laterale da arancio a verde, all’indietro da verde ad arancio, laterale (opposto al primo) da arancio ad azzurro…

SCAVALCARE/SUPERARE


Abilità motoria che ci consente di superare un ostacolo SENZA TEMPO DI VOLO. L’abilità non può prescindere dalla capacità di procedere in quadrupedia e dal saper adeguare la velocità di avvicinamento ad un ostacolo. 

Gli errori più comuni da correggere sono:

1) Errato avvicinamento (troppo, troppo poco )

2) Contatto non voluto con l’attrezzo

SALTARE


Abilità che ci consente di staccare il corpo da terra attraverso una spinta degli arti inferiori. Gli esercizi possono prevedere: 

3) Salto in lungo

4) Salto in alto

5) Salto verso il basso

6) Salto da fermo

7) Salto con rincorsa

Gli errori più comuni sono:

1) Non controllare il corpo nella fase di volo

2) Sbagliare il tempo dello stacco

Esempi:




Invitare i soggetti a saltare a piedi uniti all’interno dei cerchi, infine saltare due ostacoli ad altezze variabili.

STRISCIARE

Avanzare mantenendo a contatto con il suolo la parte ventrale o dorsale del corpo. Gli errori più comuni sono rappresentati dall’incapacità di effettuare spinte con gli arti inferiori o di effettuare trazioni con quelli superiori. 

Invitare i soggetti a strisciare al di sotto di ostacoli...

QUADRUPEDIA

Procedere nello spazio con quattro appoggi del corpo. Le capacità propedeutiche sono si quella di forza resistente si quella di combinazione e orientamento spazio temporale. Tra gli errori più comuni invece vi sono la mancanza di coordinazione tra arti superiori e inferiori e l’eccessivo peso del corpo favorendo alcuni arti a discapito degli altri favorendo un affaticamento prematuro. 

ROTOLARE

Capacità di effettuare un giro di 360 gradi intorno al proprio asse trasversale o longitudinale.

LE CAPACITÀ MOTORIE


CAPACITA’ DI ACCOPPIAMENTO E COMBINAZIONE

Capacità che consente di integrare in un’unica struttura motoria movimenti parziali e segmentari.

CAPACITA’ DI DIFFERENZIAZIONE CINESTETICA

E’ la presa di coscienza del tono muscolare e la relativa capacità di dosarlo al fine di  coordinare il giusto grado di tensione muscolare

CAPACITA’ DI EQUILIBRIO

E’ la capacità che ci permette, attraverso aggiustamenti riflessi, automatizzati o volontari, di mantenere una posizione statica o dinamica.

CAPACITA’ DI ORIENTAMENTO SPAZIO-TEMPORALE

E’ la capacità che ci permette di organizzare i movimenti nello spazio e nel tempo.

CAPACITA’ DI RITMO

E’ la capacità che ci consente di organizzare le sequenze e le successioni di un determinato movimento.

CAPACITA’ DI REAZIONE

E’ la capacità che ci consente di reagire ad uno stimolo

CAPACITA’ DI TRASFORMAZIONE DEL MOVIMENTO

E’ la capacità che ci permette di modificare un’azione motoria in atto in funzione ad uno stimolo esterno.


LA FORZA

Per Bompa, la forza muscolare è la capacità motoria dell'uomo che permette di vincere una resistenza o di opporvisi con un impegno muscolare.  Quando si parla di forza muscolare è consono parlare del tono muscolare che si differenzia in: 
- Tono basale: si ha in qualsiasi momento. 
- Tono posturale: ci consente di mantenere una posizione nello spazio. 
- Tono funzionale: grado di tensione necessario ad effettuare un movimento. 


Sembra utile in questo paragrafo citare un elaborato interessante svoltoda Quatman-Yates, Catherine C., et al. Tale studio ha cercato di spiegare come dei programmi di forza specifica svolti in età adolescenziale possano influire sugli infortuni. Lo studio parte dal lavoro di numerosi studi che attestano come la crescita adolescenziale senza un corrispondente sviluppo di forza aumenti il rischio di infortuni del ginocchio. Gli studiosi trovano nell’età pre adolescenziale il momento perfetto per l’allenamento della forza a scopo di prevenzione degli infortuni. 
Per lo sviluppo della capacità si potrebbero presentare esercitazioni ludico-ricreative che richiamino lo sviluppo della forza. Un esempio potrebbe essere un circuito basato sull’esecuzione di salti o ancora esercitazioni che prevedano il lancio di oggetti mediamente pesanti o lo spostamento del proprio corpo nello spazio partendo da situazioni sfavorevoli (sollevamenti, trazioni, piegamenti sulle gambe ecc).

VELOCITA’

Definita come la capacità di compiere un’azione nel minor tempo possibile. Sembra utile distinguere tra:
RAPIDITA’: indica la capacità di muovere nel più breve tempo possibile una parte del corpo.
VELOCITA’: indica lo spostamento dell’intero corpo.

I fattori determinanti della capacità sono:

- Tempo latente di reazione motoria
- Tempo di movimento
- Frequenza dei gesti parziali

Per il miglioramento della capacità abbiamo metodologie dirette e indirette:

- Metodologia diretta: allenare elasticità e coordinazione
- Metodologia indiretta: quantità delle ripetizioni (max 10), tempo di recupero, durata di ogni singola ripetizione, frequenza nei gesti ciclici

ELASTICITA’ MUSCOLARE E MOBILITA’ ARTICOLARE

La flessibilità (mobilità articolare) è la capacità delle articolazioni di svolgere un’azione composta nella loro massima ampiezza. L’elasticità muscolare invece è la capacità del muscolo di stirarsi e di recuperare la sua lunghezza fisiologica senza il riscontrarsi di traumi.

Le tecniche di miglioramento si dividono in:


ATTIVE
PASSIVE
MISTE
Tecnica balistica (allungamento dinamico prodotto da movimenti di molleggio).

Utilizzo di una forza esterna senza l’impiego attivo da parte del soggetto che subisce lo spostamento dei suoi segmenti.

Utilizzo nella fase iniziale (attiva) della forza del soggetto e, nella fase finale (passiva), dell’inerzia prodotta dal movimento che va a forzare il limite articolare; sono tutti quei movimenti “lanciati”, chiamati volgarmente “slanci”, che possiamo attivare con gli arti superiori ed inferiori.  
Tecnica stretching PNF

 Tecnica stretching statico

CONCLUSIONI
Come abbiamo visto in questo rapido riassunto le variabili da tenere in considerazione durante la formazione sportiva dei soggetti sono molteplici. Ognuna di esse risulta essere delicata e molto impegnativa. La costruzione di un soggetto sano dal punto di vista fisico e psicologico dovrebbe essere alla base per ogni associazione sportiva. Tale condizione risulta essere infatti fondamentale per la costruzione del talento sportivo. La prevenzione degli infortuni ad esempio, come abbiamo rapidamente visto, non può prescindere da programmi di forza specifici. Sempre sulla prevenzione degli infortuni risulta essere fondamentale però il corretto apprendimento dei vari schemi motori di base oltre che il potenziamento delle capacità motorie specifiche. Il preparatore deve fornire al Tecnico un allievo sano e con una buona conoscenza di se e del proprio corpo in modo da poter apprendere e mettere in pratica i gesti specifici del Taekwondo. La corretta collaborazione tra tecnico e preparatore atletico pertanto risulta essere fondamentale anche sin dalle più piccole età. L’introduzione e la valorizzazione di un Dottore in Scienze Motorie potrebbe pertanto far fare un’ulteriore salto di qualità alle singole società riuscendo in seguito a fornire alla nazionale Italiana Taekwondo degli atleti preparati a 360° in grado da fare la differenza in Europa e nel Mondo.

Umberto ed una sua allieva in foto


A cura del 

Dott. Umberto Li Vigni










BIBLIOGRAFIA
1. Lineamenti di teoria e metodologia del movimento umano, Francesco Casolo, Vita e Pensiero Editore. (2002); ISBN 9788834307434.
2.  Quatman-Yates, Catherine C., et al. "A longitudinal evaluation of maturational effects on lower extremity strength in female adolescent athletes." Pediatric physical therapy: the official publication of the Section on Pediatrics of the American Physical Therapy Association 25.3 (2013): 271.