La sindrome metabolica: dibattito interessante sul tipo di allenamento (Intensità o volume? Costante o intervallato?)

L'interessante articolo di Tjønna AE et al dal titolo "Aerobic Interval Training Versus Continuous Moderate Exercise as a Treatment for the Metabolic Syndrome A Pilot Study", pubblicato su Circulation nel 2008, ha stimolato l'energica letter to Editor di alcuni Autori olandesi "Letter by Poelkens et al Regarding Article, “Aerobic Interval Training Versus Continuous Moderate Exercise as a Treatment for the Metabolic Syndrome: A Pilot Study”. Il dibattito si è acceso attorno ai protocolli di esercizio fisico adottati.  C'è chi sostiene che l'interval ad alta intensità sia adatto a questa popolazione target, che chi ribadisce che è meglio il lavoro moderato e conta di più il volume.
Una cosa è certa, tutti i lavori citati in questo post, non brillano per chiarezza e competenza specifica in materia di allenamento. Si spazia tranquillamente dal 65%, al 70%, all' 80% del VO2 peak/FC max, come se fossero elementi secondari e si omettono ripetutamente (in tutti e tre gli studi) parametri di allenamento che, al giorno d'oggi, risultano essere indispensabili per una programmazione di qualità. In sintesi, tanta considerazione per il metodo ed il rigore scientifico per quanto concerne i parametri fisiologici, i biomarkers e tutti gli altri dati rilevati e poca attenzione ai protocolli di allenamento (visto il prestigio delle riviste coinvolte).

Intensità o Volume? Costante o intervallato? 

Di seguito alcuni dettagli



Nel lavoro di Tjønna et al si fa riferimento ad un protocollo con le seguenti caratteristiche:


Lavoro aerobico su treadmill 3 volte a settimana per 16 settimane. 

Protocollo da 40 minuti circa per il gruppo sperimentale AIT (Lavoro intervallato)

- 10 min. di riscaldamento al 70% FCmax
- 4 minuti al 90% FCmax (non è chiaro se tutti i 4 a limite, oppure come è realistico pensare si tratta      di un classico " up to 90%")
- 3 minuti di recupero attivo al 70% FCmax
   Variazione da ripetere 4 volte
- 5 minuti di defaticamento (non è specificata alcuna intensità).

Protocollo da 47 minuti al 70%FCmax per il gruppo CME (Esercizio Moderato)

I partecipanti erano tutti con diagnosi di sindrome metabolica.

Gli autori concludono:


Lo studio dimostra che il lavoro ad alta intensità è compatibile con i soggetti dismetabolici ed, inoltre, migliora la capacità aerobica, la funzione endoteliale e la fitness in generale. Link al full text


Gli Autori olandesi scrivono allo stesso giornale un'interessante lettera dove segnalano il fatto che trovano intrigante il dato di Tjønna AE et al dell'aumentata sensibilità all'insulina del Gruppo interval ad alta intensità, rispetto al Gruppo esercizio fisico moderato che registra un calo della sensibilità all'insulina. A questo punto gli Autori della lettera segnalano come il modello di valutazione della sensibilità insulinica adottato (Wallace TM, Levy JC, Matthews DR. Use and abuse of HOMA modeling.Diabetes Care. 2004; 27: 1487–1495.Abstract/FREE Full Text) presenti delle limitazioni note.
Gli olandesi continuano segnalando il fatto che in 2 studi (Houmard et al; Johnson et al) si è visto come il volume totale del training sia molto più importante dell'intensità ed, inoltre, in ambedue i casi  si trattava di esercizio fisico moderato:

Vediamoli nel dettaglio

Houmard et al, 2004 (link al full text)

Gruppo sperimentale 1:
Basso volume/moderata intensità (40-55%VO2 peak)
Gruppo sperimentale 2:
Basso volume/alta intensità (60-85%VO2 peak)
Gruppo sperimentale 3:
Alto volume /alta intensità (60-85%VO2 peak)




Johnson et al, 2007 (link al full text)





Una cosa è certa, tutti i lavori citati in questo post, non brillano per chiarezza e competenza specifica in materia di allenamento. Si spazia tranquillamente dal 65%, al 70%, all' 80% del VO2 peak/FC max, come se fossero elementi secondari e si omettono ripetutamente (in tutti e tre gli studi) parametri di allenamento che, al giorno d'oggi, risultano essere indispensabili per una programmazione di qualità.

In sintesi, tanta considerazione al metodo ed al rigore scientifico per quanto concerne i parametri fisiologici, i biomarkers e tutti gli altri dati rilevati e poca attenzione ai protocolli di allenamento (visto il prestigio delle riviste coinvolte).

Intensità o Volume? Costante o intervallato? A mio parere dipende dai casi e dal contesto, ma in ogni caso un po' di intensità non fai mai male, anzi!

Nel fitness tutto è possibile! bisogna conoscere la materia, aggiornarsi continuamente ed avere passione per questo mestiere.

di Antonino Bianco