L'attività fisica può essere considerata il “farmaco” specifico per combattere l'ipocinesia e i fattori di rischio metabolico ad essa collegati, ma al pari del farmaco deve essere dosata, personalizzata, e verificata nell'efficacia, oltre alla cautela di tenere in debito conto eventuali rischi, relativi alle condizioni di base del paziente, e i rischi e/o effetti collaterali derivanti dalla pratica dell’attività fisica stessa. L'indicazione a prescrivere l'attività motoria come medicina, con l'obiettivo di ridurre il dosaggio e l'impiego di molti farmaci e di prevenire le malattie da inattività, fa parte di programmi nazionali lanciati sia in USA dall'American College of Sport Medicine (ACSM), sia in Italia dalla Società Italiana Medici Generici (SIMG) ed è un obiettivo condiviso anche dalla Società Italiana di Nutrizione Umana - SINU che, mettendo a disposizione gratuitamente il “Ricettario dell’Attività Motoria”, messo a punto dal dr Paolo De Cristofaro, intende offrire concretamente ai suoi soci uno strumento per pianificare e dosare l’attività fisica per il vostro paziente ad integrazione delle indicazioni nutrizionali personalizzate. Un pratico manuale, inserito nel software, aiuterà l’utente ad utilizzare il programma....leggi l'articoloTratto da sinu.it
Leggendo l'articolo mi sono posto diverse domande:
- A cosa servirà mai! il "Ricettario dell'Attività Motoria per Nutrizionisti" ?
- Il "Ricettario" prevede il coinvolgimento di Laureati in Scienze Motorie ? Spero di si!
- Nel 2010, in Italia, qual è il ruolo del Laureato in Scienze Motorie?
- Nell'articolo, perchè quando si parla di ricettario non si fa riferimento alle Facoltà di Scienze Motorie?
- Esiste un ricettario delle diete per i Laureati in Scienze Motorie?...Provocazione!
Da ciò scaturisce tutto il resto!! le menzogne, la ricerca di percorsi alternativi, la paura di avere sbagliato tutto nella vita, la rabbia per non essere considerati dei professionisti, le liti, i confronti dai toni sempre più accesi, la scelta di pseudo-corsi di formazione, la rassegnazione. Ancora un'ultima domanda, perchè tutto questo? Potremmo chiederlo al "Ricettario" oppure provare ad immaginare un paese in cui vi sia un Albo Nazionale delle Professioni, un paese in cui ogni singolo cittadino, alla fine del proprio percorso di studi, possa iscriversi all'albo della professione per la quale ha studiato; Ambiti Lavorativi, Conoscenze, Competenze e Abilità.
di Antonino Bianco