TORBALL, GOALBALL... INTEGRAZIONE

Avete mai sentito parlare prima d’ora di Torball e di Goalball? Nessuna parola strana, nessun artifizio per giochi nuovi o per playstation! Sono “solo” tra i 2 giochi più importanti e più famosi per non vedenti; per loro sono stati inventati e vista l’importanza fanno parte degli sport paraolimpici, disciplinati nel dipartimento 7 del CIP.
Il Torball e il Goalball sono sport dinamici, ricchi di situazioni imprevedibili, di emozioni, per i giocatori, per i familiari e i tifosi sugli spalti, pieni di falli, di azioni interminabili, di agonismo e di potentissimi tiri, i quali a volte finiscono anche in faccia, sul petto, ovunque…; chi segna vince la partita! Entrambi gli sport si giocano in una palestra al chiuso, proprio per evitare qualsiasi rumore ( ho sentito fermare il gioco per un aereo nelle vicinanze o per il pianto di un bambino irrequieto). Nel Torball, il campo misura 16m×7m e la porta 7m×1,5 m, mentre nel Goalball, il campo misura 18m×9m e la porta è 9m×1,5m. Si tratta di due sport che, insieme ai benefici comuni degli sport, comportano anche senso di responsabilità, disciplina, altruismo, senso della posizione del loro ruolo; ci si abitua a muoversi con i compagni e con i vedenti, con i quali si deve riuscire ad istaurare un rapporto di parità. Le squadre sono composte da 3 giocatori per parte più 2 riserve, in campo i giocatori hanno tutti gli stessi ruoli. In difesa, è grazie al senso dell’udito, della posizione e dell’orientamento che riescono a respingere la palla; in attacco, è grazie alla loro fantasia, al perfetto tatto e alle sensazioni che danno i punti di riferimento del campo, che riescono a fare goal.
In più nel campo del Torball sono presenti, disposte trasversalmente, 3 cordicelle (una alla linea di centro campo, le altre alla linea dei 6 metri) con ai margini attaccate delle campanelle che servono a rendere il gioco più bello e più difficile, poiché, ogni volta che la palla tocca le cordicelle, facendo suonare le campanelle, è fallo per la squadra avversaria; dopo 3 falli è rigore!


La massima espressione di questi due sport di squadra viene espletata grazie al massimo potenziamento del tatto, all’affinamento dell’orientamento e al senso dell’udito, oltre che al senso del gioco di squadra.
L’obiettivo del gioco è quello di tirare, con la massima precisione e forza, la palla sonora, del peso di 500 grammi (1250 grammi nel Goalball) nella porta avversaria, cercando di fare più goal degli avversari.
Torball e Goalball nascono proprio per i non vedenti e nei tornei ufficiali possono giocare soltanto loro, sia che si tratti di non vedenti assoluti che di ipovedenti. Comunque si gioca bendati, utilizzando 2 bende regolamentari.
Starete ovviamente pensando come riescano, non avendo il beneficio della vista, a giocare e beccare la palla nelle parate o a prendere quasi sempre lo specchio della porta nei tiri d’attacco. È vero che l’80% delle afferenze provengono dal canale visivo, ma fortunatamente è anche vero che nel nostro organismo quasi nulla funziona a cassetti.
È attraverso il potenziamento dei sensi residui, il tatto, l’udito, l’olfatto, le importantissime sensazioni aptiche e propriocettive muscolari e grazie ad una lenta e affascinante scoperta, che parte dal proprio corpo, attraversando la conoscenza del proprio schema corporeo, fino agli oggetti quotidiani e familiari, che il non vedente riceve delle informazioni essenziali ed è messo a conoscenza di tutto ciò che la mancanza della vista non gli permette. Il tatto, in particolare, è il senso della prossimità delle piccole estensioni del particolare: è con il tatto che si colgono tanti aspetti di un oggetto, dalle forme alle grandezze, al peso, all’attrito, alla duttilità.
Grazie al contatto con i punti di riferimento essenziali nel campo (tappetini, angoli della porta, linee di fondocampo) all’orientamento (il senso della posizione propria e dei compagni, il passaggio della corrente d’aria come punto di riferimento, gli spiragli di luce che riscaldano le bende) si riesce ad avere un altissimo senso del gioco, della posizione della propria porta e di quella avversaria. Ma è anche attraverso un finissimo potenziamento dell’udito che si riesce ad inseguire la traiettoria della palla (sonora), che come una scia di fuoco attraversa tutto il campo..... continua....



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A cura di Vincenzo Lo Verso
Dottore in Scienze Motorie
Preparatore atletico squadra A.SP.RI.CU.S