DEFINIZIONE DI POSTURA



La postura è definita da Tribastone (1985) come "… insieme dei rapporti tra l'intero organismo, le varie parti del corpo e l'ambiente che lo circonda" e ancora "… insieme di meccanismi psicologici che regolano con la massima economia ed in ogni momento sia la struttura neurofisiologica del movimento, che il tono muscolare, necessari per il mantenimento di una posizione equilibrata e coordinata". Gli errori nell’esecuzione dei più semplici movimenti quotidiani possono provocare innumerevoli traumi nonché fastidiosi adattamenti da parte del corpo che alla lunga, provocano rigidità che soltanto un corretto riequilibrio posturale sarà in grado di correggere.


POSTURA E PSICHE

La postura è anche comunicazione... è il rapporto tra ciò che vogliamo comunicare e ciò che il corpo esprime. Come diceva Traetta: “ la postura è un modo di affrontare il mondo, stare nel mondo e vivere la realtà”. Da ciò si evince che la postura stessa del soggetto non è soltanto la risultante di complessi meccanismi neurologici e biomeccanici, ma è altresì l’espressione del proprio modo di vivere le emozioni ed i propri rapporti interpersonali. Dall’immagine è facile notare come la condizione psico-emotiva, tanto dell’adolescente quanto dell’adulto, influenzi in larga misura l’assetto del collo, delle spalle, del dorso e degli altri distretti corporei. Ad esempio è molto frequente osservare, pazienti che lamentano, di norma, cervicalgia, cervicodorsalgia, cefalea muscolo-tensiva ecc…con una tipica postura delle spalle, sollevate ed un po’ squadrate, con il collo proteso in avanti. L’analisi psicologica di questa postura è stata definita di “tipo appendiabiti…” (Lowen, 1975) e ci rivela che le spalle rialzate sono un espressione di “Paura” e tale posizione crea sintomi mialgiche nel distretto cervico dorsale e delle spalle.


POSTURA E CELLULITE

In realtà questo processo degenerativo può anche derivare, in buona parte, da una problematica posturale. Tutto nasce dalla constatazione oggettiva che vede di norma, dopo una rieducazione posturale, uno snellimento delle cosce e un miglioramento evidente dell’alterazione cellulitica. Ciò che si è verificato è quanto segue. Durante la deambulazione, nella fase di appoggio monopodalico (cioè quando siamo appoggiati su un solo arto inferiore durante la fase oscillante del passo), il bacino, dal lato non in appoggio, dovrebbe essere “tenuto su” dall’attivazione dei muscoli piccolo e medio gluteo. In caso di posizionamento non corretto del bacino, aspetto molto comune nelle popolazioni "civilizzate" (ad es. a causa del terreno piano), accade spesso che il sistema dell’equilibrio vicari buona parte della funzione del piccolo e medio gluteo reclutando il muscolo tensore della fascia lata e il muscolo piriforme. Essi si trovano così ad affrontare un sovraccarico non fisiologico di lavoro. In particolare, il muscolo tensore della fascia lata è un piccolo muscolo connesso a una sottile e lunga fascia connettivale (tratto ileo-tibiale), situato sulla parte laterale della coscia. Evidentemente tale accresciuta attività richiede, a sua volta, una supplementare "riserva energetica a lunga durata". L'organismo crea pertanto un deposito adiposo distrettuale nella zona cosce e glutei. Questo fenomeno favorisce, col tempo, la degenerazione del tessuto connettivo adiacente, da cui la possibile insorgenza della cellulite.

Le immagini ci mostrano un miglioramento ottenuto grazie al lavoro di un’equipe specializzata formata tanto da medici estetici quanto da posturologi e personal trainer.


TRATTAMENTO

In quest’ottica si sviluppano le metodiche di Stretching Globale Attivo degli esponenti di maggior rilievo in questo campo, Mezieres, Souchard, Mc Kenzie…. Secondo il metodo Mc Kenzie la maggior parte dei problemi rachidei sono dovuti ad una deformazione meccanica dei tessuti molli che va ad attivare le terminazioni nervose che trasmettono dolore (Mc Kenzie 1992); la presenza di dolore secondo l'autore è dovuta a movimenti ripetuti o posizioni mantenute ed è contrastabile, con l'assunzione di posizioni che ricerchino il ripristino delle curvature rachidee. Secondo F. Mézierès, ideatrice dell'omonimo metodo, il corpo umano è diviso in due catene, la posteriore e l'anteriore (Souchard, 1982): in linea generale i problemi vertebrali derivano da uno squilibrio tra le due, solitamente causato da eccessiva contrazione della posteriore (mm. ischio-crurali, quadrato dei lombi, mm. paravertebrali). L’intervento del Posturologo e dell’Osteopata è improntato alla correzione dei recettori alterati, pertanto dovrà cercare di riprogrammare il sistema tonico posturale. Davanti ad un insieme complesso di regolazioni interagent i, l'attitudine pratica dell' operatore consiste nel fare variare un fattore i cui modi di azione sono verificabili e nell' apprezzare gli effetti prevedibili su alcuni dei propri effettori.

Per giungere a quella che Bricot chiama  “riprogrammazione posturale globale…" è necessario un lavoro d'equipe, un lavoro che necessita della preparazione di più specialisti:

1. Il podologo: per l'alterazione dei recettori plantari;

2. L'odontoiatra: per la riprogrammazione dei recettori orali;

3. L'oculista: se è necessario trattare un recettore oculare (convergenza oculare);

4. L'otorino: per le alterazioni vestibolari e di ipoacusia;

5. Lo psicoterapeuta: per le influenze della psiche sull’atteggiamento corporeo;

6. L’osteopata: per un ripristino dell'integrità fasciale;

7. Il Personal Trainer al quale spetta tutta la gamma degli esercizi di coordinazione ed equilibrio, quindi anche di propriocettività e di ginnastica posturale, Mezieres, Souchard ecc….;

8. Il massoterapista: per eliminare gli stati di affaticamento muscolare, post workout, ed i possibili traumi a carico dell’apparato muscolo tendineo.


A cura di STEVEN GIUFFRIDA
Personal Trainer FIF