Respiro, rilassamento e consapevolezza corporea… verso l’integrazione mente-corpo


“Mens sana in corpore sano”, a primo acchito questa espressione ci sembra del tutto plausibile, se però ci si sofferma un attimo appare evidente come tale espressione sia rappresentativa del modo in cui viene concepito il rapporto mente-corpo nella nostra cultura occidentale. Sembra infatti che la mente ed il corpo siano due entità separate che al limite si influenzano.
L’idea di fondo della nostra cultura sembra essere quella di una supremazia della mente sul corpo, la mente che governa la “macchina corpo” che è al più da controllare, nei casi migliori da allenare e modellare. Viviamo la nostra esistenza portandoci dietro (chi più chi meno) una scissione profonda tra mente e corpo.
Significativo a tal proposito è il fatto che non esiste nella nostra lingua una parola che faccia riferimento al corpo e alla mente come unità. In realtà noi entriamo in contatto con il mondo sin dalla nostra nascita grazie ai nostri organi di senso. Le nostre prime esperienze sono tattili, sensoriali e cinestetiche, basti pensare alle differenze sensoriali che il bambino percepisce passando dal liquido amniotico all’ambiente esterno. Ci muoviamo nell’ambiente ed incontriamo gli altri grazie ai nostri occhi, alla nostra pelle, ecc… Ripristinare l’integrazione mente-corpo significa vivere in modo pieno. Significa andare verso una consapevolezza di sè che non è solo mentale; significa imparare ad ascoltare il corpo che ci dice come stiamo in questo momento, in questa situazione, con questa persona. Non è forse vero che quando siamo innamorati sentiamo il cuore battere? Eppure batte sempre … e quando siamo in ansia il nostro respiro non diventa corto e veloce sino ad avere la sensazione di non avere più aria? I nostri stati d’animo, le nostre emozioni, i nostri sentimenti hanno una base fisica, corporea. Allora imparando ad ascoltare il corpo è possibile non solo scoprire nuove cose su di sè ma anche su di sé in relazione agli altri e a ciò che ci circonda. Ma la poca attenzione che si dedica all’ascolto del corpo non è solo un fattore culturale; spesso la vita che si conduce è scandita da ritmi molto frenetici che non permettono la possibilità di fermarsi, di fare silenzio, di concentrarsi, di dedicarsi del tempo.
La consapevolezza corporea è un processo che non trova mai punto di arrivo poiché sino a che viviamo siamo in continuo contatto con gli altri e con noi stessi. Essa inoltre implica e richiede un lavoro sulla respirazione. Mediante l’acquisizione di tecniche di respirazione, infatti si agevola il processo di rilassamento, fondamentale per imparare ad essere in contatto con se stessi. Acquisire delle tecniche di respirazione finalizzate al rilassamento e migliorare la propria consapevolezza corporea, facilita la gestione delle proprie emozioni e delle relazioni interpersonali; infatti solo se si colgono i segnali del proprio corpo è possibile capire come e quando darsi il giusto sostegno mediante il respiro.




Dott.ssa Valentina Polizzi

Psicologa-Psicoterapeuta
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