Le relazioni tra vitamina D e cervello


Non solo una fedele alleata delle nostre ossa. La vitamina D svolge un ruolo importante anche per lo sviluppo e la funzionalità cerebrale. Ne sono convinti Bruce Ames e Joyce McCann del Children’s Hospital & Research Center di Oakland, che hanno esposto le loro tesi in una rassegna critica pubblicata sulla rivista della Federation of American Societies for Experimental Biology, il «FASEB Journal». Tra le prove della correlazione tra vitamina D e salute del cervello, notano gli studiosi, la diffusa presenza di recettori della vitamina in molte aree cerebrali, nonché la sua capacità di influenzare l’azione di alcune proteine direttamente coinvolte nei processi di apprendimento e memoria, in quelli deputati al controllo motorio e anche nella sfera del comportamento sociale. A questo proposito gli esperti citano alcuni studi, condotti sia su uomini sia su animali, in cui carenze di vitamina D hanno determinato significative conseguenze in ambito cognitivo e comportamentale. Da tempo gli studiosi raccomandano di aumentare l’apporto giornaliero di questa sostanza in quanto la maggior parte della popolazione presenta livelli inferiori alle quantità raccomandate. Regimi alimentari poco equilibrati, pigmentazione della pelle, età, posizione geografica, uso di creme per il corpo (va considerato infatti che gran parte della vitamina D viene sintetizzata a livello della pelle grazie all’azione dei raggi solari) sono i fattori alla base di possibili carenze che espongono la popolazione non solo a un rischio maggiore di osteoporosi, dolori articolari e fragilità ossea ma, come rilevato da numerosi studi, anche a deficit della funzione immunitaria, a una più alta incidenza di alcuni tipi di tumore, nonché al rischio di patologie cardiovascolari e malattie depressive.

Vai all'articolo