LA PLIOMETRIA

Il principio dell'allenamento pliometrico è molto semplice: messa in tensione muscolare = fase eccentrica a rinvio = fase concentrica. Questo modello si ritrova quando un soggetto effettua dei salti da un livello superiore, ma, allo stesso modo, al momento di tutti gli impulsi atletici. Nel corso dell'allenamento bisognerà quindi moltiplicare le situazioni che sollecitano la pliometria per far progredire l'atleta.

Si utilizzano a tal riguardo le situazioni come i balzi e i salti da un livello superiore. Ma ben presto l'atleta si abitua a questi esercizi e non si registrano più progressi, bisogna dunque introdurre una varietà in questo tipo di lavoro pur conservando i punti essenziali di questo tipo di funzionamento muscolare.

È per questa ragione che Alain Piron ha definito i tre principi dell'allenamento pliometrico:

Le variazioni di posizionamento, consiste nel lavorare con delle flessioni varie del ginocchio intorno alla situazione specifica (flessione necessaria in un gesto atletico particolare);

Le variazioni di spostamento, nell'esercizio della propria specialità l'atleta descrive un dato angolo, agendo in particolare sulla velocità, si potranno proporre situazioni con angolo più o meno importante;

Le variazioni di tensione muscolare, che si possono ottenere sia restando nell'azione pliometrica, proponendo per esempio altezze di caduta da livelli superiori, sia uscendo dall'azione pliometrica, per esplorare diversi tipi di tensione (eccentrica, isometrica, concentrica...).


A cura di Emanuele Gariffo
Studente Laureando in Scienze Motorie