DOTTORI IN SCIENZE MOTORIE, FITNESS E SALUTE

In tutte le civiltà a elevato tenore di vita le fasce di persone longeve sta aumentando molto rapidamente. Malgrado questo incredibile aumento dell'età media, rimane vero il fatto che l'uomo non si sia in effetti ancora adattato funzionalmente al cambiamento dello stile di vita. L'OMS e il Ministero della Salute (2008) invitano costantemente la popolazione ad adottare comportamenti basati principalmente sulla corretta alimentazione associata alla pratica costante dell’attività fisica, ciò al fine di prevenire il forte aumento del rischio cardiovascolare, la dilagante obesità, il sovrappeso, la sindrome metabolica e tutte le altre ben note patologie dell’era moderna. Il PROGRESSO e la TECNOLOGIA hanno dotato l’uomo di formidabili strumenti per alleggerire il lavoro e per facilitargli la vita, senza considerare che gradualmente lo hanno reso quasi IMMOBILE. Sull’alimentazione c’è un forte "bombardamento" mediatico, si pensi ai numerosi programmi televisivi condotti da personaggi famosi, che ci dilettano con ricette e quant’altro di più gustoso si possa immaginare, di contro i media sono sempre molto avari nel parlare del movimento associato all'importante figura professionale dei Dottori in Scienze Motorie. Come indica l’indagine realizzata su dati Movimprese, dall’Ufficio studi di Confartigianato (Unioncamere, nel periodo 2002), il settore dei centri benessere e fitness ha registrato in Italia un incremento pari al 69,3%, unico ad avere avuto tale tasso d’incremento con oltre 20 punti di distanza da quello che lo segue.


L’ISTAT, nell’indagine multiscopo “I cittadini e il tempo libero” svolta a maggio del 2006, ha dedicato ampio spazio alla rilevazione della pratica sportiva svolta dalla popolazione nel tempo libero. Nel capitolo “Sport, Attività fisiche e Sedentarietà”, ha pubblicato le percentuali delle persone da tre anni in su (pari al 30,2% della popolazione) che dichiarano di praticare attvità fisica (fitness) o uno o più sport, ne è risultato che: (Figura 1)




  • il 20,1% fanno fitness e sport con continuità;
  • il 10,1% fanno fitnes o sport saltuariamente;
  • il 28,4% (16 milioni 120 mila persone) praticano attività fisica (fitness) non correlata allo sport con continuità;
  • il 41% (23.300.000) ha dichiarato di non praticare sport né attività fisica = SEDENTARIETA’.

La grande novità che emerge dall’indagine è costituita dal fatto che il calcio è stato raggiunto e superato dal gruppo delle discipline raggruppate sotto il nome di “ginnastica aerobica, step, indoor cycling, fitness, fitness metabolico e cultura fisica o body building”, che raggiunge la cifra di 4 milioni e 320 mila appassionati. Se a questo gruppo si uniscono i praticanti la danza, le arti marziali e il ballo, nel complesso risultano coinvolti in queste discipline circa il 28,4% di coloro che praticano abitualmente l’attività fisica.

Se teniamo conto che il numero dei tesserati al CONI tramite le Federazioni sportive nazionali e gli Enti di promozione nel 2006 è di circa 3.500.000, è chiaro che le attività del fitness rappresentano la più grossa fetta di mercato del settore sportivo ed anche in Italia costituisce, come nel resto del mondo, un mercato in grande espansione e di grandi prospettive. Secondo i criteri dell’OMS (2007) gli italiani che non fanno un’attività fisica sufficiente per mantenersi in buona salute sono circa il 60%.

Lo staff di FITNESS A 360°, il cui scopo è quello di diffondere la corretta pratica del movimento al fine di migliorare e mantenere l’efficienza psicofisica della persona, ritiene assolutamente necessario educare e stimolare il cittadino a muoversi di più, rendendolo consapevole che l’attività fisica è il miglior investimento per la propria salute. L'esercizio fisico (Fitness) è, infatti, l’unico mezzo a costo zero che produce effetti benefici, senza alcun rischio o controindicazione, a condizione che a somministrarlo siano soggetti qualificati e professionalmente competenti "Dottori in Scienze Motorie".Rispetto all’attività sportiva più comunemente intesa, il fitness non ha “stagioni”, come lo sci, o tanti altri sport che si possono praticare solo nella buona stagione o con il bel tempo, inoltre qui sono le DONNE a fare da padrone, rispetto agli sport più tradizionali dove vi è una forte predominanza maschile. In ambito fitness ogni movimento è finalizzato al miglioramento della qualità della vita e dell’integrità fisica della persona, senza sottoporla a stress e sovraccarichi che sono intrinseci della pratica di tutti gli sport tradizionali. Questo settore è cresciuto molto in poco tempo e, come avviene in questi casi, vi sono ancora alcune anomalie da correggere, la più grave, è LA MANCANZA DI NORME A TUTELA DEI PRATICANTI – UTENTI dei Centri Fitness, le palestre e le piscine. Infatti si fa spesso l’errore di pensare che il fitness si pratichi solamente in palestra, mentre le attività di fitness svolte in acqua stanno crescendo fortemente (attenzione, non sono equiparabili al nuoto). D’altronde tale criticità è stata posta in evidenza anche dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, nell’emettere verdetti di condanna nei confronti di alcuni operatori, ha ripetutamente dichiarato: “IN ASSENZA DI UNA SPECIFICA REGOLAMENTAZIONE DEL SETTORE, I GESTORI DELLE PALESTRE POSSONO DISCREZIONALMENTE VALUTARE LE COMPETENZE DEGLI ISTRUTTORI”, ponendo così in evidenza lo stridente conflitto d’interessi fra l’attività d’impresa e la tutela dell’utenza. Ben si sa che un mercato senza regole genera anarchia e servono le regole per garantire la libera concorrenza.

Anche il Consiglio Nazionale dei Consumatori Utenti - CNCU, presso il Ministero dello Sviluppo Economico ha più volte dichiarato: “LA GRAVE CARENZA LEGISLATIVA SULLA DISCIPLINA DELLA PROFESSIONE DI MAESTRO DI FITNESS CONSENTE IL PROLIFERARE DI ISTRUTTORI CHE NON SONO IN GRADO DI GARANTIRE LA SICUREZZA NELLA PRATICA DELL’ATTIVITA’ FISICA NONCHE’ LA PROPRIA COMPETENZA TECNICA E PROFESSIONALE, AL FINE DI TUTELARE LA SALUTE DEL CLIENTE – CONSUMATORE”.

Le cause della mancanza di certa professionalità degli istruttori di fitness sono molteplici. Una, già accennata, è l’assenza di regole causata dalla forte crescita del settore in breve tempo. Comparto dove ancora impera il fenomeno del sommerso, del secondo e terzo lavoro, del dilettantismo, dell’improvvisazione, dell'istruttore “fai-da-te”, dell’esibizionismo e dell’arte di arrangiarsi, dove sono troppi coloro che tentano di essere tutori della salute, seppure privi di specifica cultura e delle necessarie conoscenze scientifiche e competenze/abilità professionali, che ambiscono mostrare la propria “bravura”, ma sono fondamentalmente inadatti per gestire correttamente il cliente/utente.